Esercito la libera professione come psicoterapeuta individuale, di coppia e di gruppo ad orientamento gestaltico.

Effettuo valutazioni psicodiagnostiche su bambini ed adulti con un'aggiornata competenza sugli strumenti scientifici consolidati.

Tengo gruppi di psicoterapia ad indirizzo fenomenologico esperienziale, utilizzando differenti tecniche espressive.

Sono Perito nei casi di sospetto maltrattamento e abuso all'infanzia per il Tribunale di Bologna e Consulente Tecnico nell'ambito Civile (competenze genitoriali nei casi di separazione)  e collaboro con altri consulenti.

Tengo interventi di formazione in campo giuridico e aziendale.

Mi occupo anche di rielaborazione del trauma, del lutto (perdite e separazioni).

Sono Facilitatrice per Sessioni PSYCH-K®

 

Psicologa, Psicoterapeuta della Gestalt 
iscritta all’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna con numero 4156A

 Perito e Consulente Tecnico per il Tribunale di Bologna 
P.IVA 02620981205- C.F. RBBRCC74L64A944D 
 

Si tratta di un modello terapeutico basato sui principi della terapia della Gestalt allo scopo di aiutare i terapeuti ad avere una guida nel loro lavoro. Con i bambini si utilizzano differenti tecniche creative, espressive e di gioco. Non si tratta di giocare e basta. Queste tecniche spesso diventano ponti verso il sé profondo dei bambini e consentono un'espressione efficace e potente.

Che cos'è: E' un modello terapeutico psicologico di intervento con bambini e adolescenti di grande semplicità, potenza ed efficacia.  Sviluppato da Violet Oaklander dagli anni '70, è anche un modo di intendere l'infanzia e l'educazione utile a insegnanti, educatori, genitori e a chiunque voglia rendere la crescita delle nuove generazioni più florida, piena e felice. 

Questo lavoro è applicabile a tutte le età compresi gli adolescenti (e anche gli adulti), e può essere usato in molti setting differenti

"Io non riparo bambini" dice Violet Oaklander "Ma lasciate che vi dica che cosa faccio:
Una cosa che faccio è aiutare il vostro bambino a sentirsi meglio con se stesso, 
a sentirsi più forte dentro e ad avere un senso del sé più chiaro.
Un’altra cosa che faccio e cercare di aiutare vostro figlio sentirsi più felice, 
più in pace nella vita e a fare più contatto col suo ambiente e con le persone nella sua vita.
Lavoro per aiutare vostro figlio ad esprimere le emozioni profonde, in particolare la rabbia, 
modi appropriati e sicuri.
Alcune di queste emozioni possono essere vecchie, sepolte, 
e creare problemi quando vengono tenute dentro molto a lungo.
Voglio anche dare al vostro bambino le capacità per esprimere le emozioni
che vengono nelle situazioni di ogni giorno in modo sano e inoffensivo.
A volte ho bisogno di fornire a vostro figlio/a la possibilità
di fare delle esperienze con aspetti di se stesso o di se stessa
che lui o lei hanno in qualche modo tagliato fuori, ristretto, bloccato.
Quando i bambini sono inibiti in questo modo, 
spesso tendono a bloccare il loro normale percorso di crescita,
che tende fisiologicamente al benessere e alla salute.
Il mio lavoro e aiutarli a tornare su quella strada.
Lavorerò con voi per aiutarvi a mettere limiti chiari per vostro figlio.
Questi limiti equi e congruenti sono importanti per il vostro bambino o per la vostra bambina
per trovare da soli i loro stessi confini.
Spesso come terapeuti usiamo molti strumenti,tecniche gestalt per raggiungere questi obiettivi
calibrati sugli interessi e sullo stadio di sviluppo del vostro bambino o bambina.
Queste tecniche creative ed espressive includono le arti grafiche, l’argilla,
la vasca della sabbia, i pupazzi, la musica, le messe in scena creative, e vari giochi.
Intanto che facciamo queste cose molto spesso i comportamenti e i sintomi che vi preoccupano
che sembra che debbano essere aggiustati svaniscono, scompaiono.
Se non recedono noi, voi e io, avremo bisogno di guardare più profondamente e velocemente
a che cosa stiamo facendo, o non facendo per fare in modo che questi comportamenti
e questi sintomi permangano."

https://gestaltplaytherapy.it/  http://www.vsof.org/

Bibliografia:

-Appunti personali di Gestalt Play Therapy Training
-The Handbook of Gestalt Play Therapy: Practical Guidelines for Child Therapists Di Rinda Blom
-Play Therapy Theory and Practice: A Comparative Presentation a cura di Kevin J. O'Connor, Lisa Mages Braverman, Lisa D. Braverman
-Il gioco diventa reale per gli adulti: misurare l'efficacia dei media delle arti espressive per i terapisti in allenamento usando l'approccio di Oaklander
-Peter Mortola, PhD Recensione Gestalt Vol. 23, n. 1 (2019), pagg. 67-83
-A che gioco Giochiamo?, Violet Oaklander

 

 

 

Ogni volta che modifichiamo la nostra risposta agli stimoli ambientali e le convinzioni cambiamo anche la chimica del corpo. La guarigione è sblocco, sviluppo, crescita, rottura del meccanismo paralizzante. 
In tutto questo c’è la relazione fra me e il paziente/partner, all’interno della quale “stare con (mit-sein) il suo vissuto” é più importante dell’interpretazione.

"Il cambiamento è la costante di tutto.Il fatto che le persone cerchino di non cambiare è innaturale. Malgrado tutte le indicazioni scientifiche, crediamo che nella vita tutto sia per sempre. Ma il cambiamento consente di sentire che in ogni momento possiamo avere una nuova vita. Gli Istinti, le Sensazioni, i Bisogni e le Emozioni in interazione con l'ambiente e l’evidenza che la psiche non é separata dalla parte somatica. Noi siamo e funzioniamo come una totalità"

PSYCH-K® è basato su anni di ricerca sulla specializzazione degli emisferi cerebrali e offre diversi metodi per identificare e trasformare le credenze che ti limitano in credenze che ti supportano, in ogni area della tua vita. PSYCH-K® è il frutto di anni di ricerca e migliaia di sessioni individuali e di gruppo. E’ una metodologia semplice e diretta per cambiare le credenze limitanti radicate a livello della nostra mente subconscia, dove quasi tutti i comportamenti umani — sia costruttivi sia distruttivi — si originano.
L’obiettivo di PSYCH-K® è di accelerare l’evoluzione individuale collettiva e spirituale allineando le credenze subconscie con la saggezza conscia delle più grandi tradizioni intellettuali. "Rende la saggezza una profezia che si auto avvera".

Le credenze sono le fondamenta della personalità: definiscono il tuo valore o la sua mancanza, il tuo potere o la mancanza di potere, la tua competenza o incompetenza, il tuo essere fiducioso o sospettoso, socievole o asociale, autonomo o dipendente, flessibile o tendente a giudicare, trattato con rispetto o come vittima, amato o odiato.

Le credenze hanno conseguenze a lungo termine, sia positive che negative, nella vita delle persone; influiscono sull'umore, le relazioni, le prestazioni lavorative e l'autostima, sulla salute fisica e anche sulla sfera religiosa e spirituale. Prendendo in considerazione tutto questo, è imperativo sapere come cambiare le credenze che ci auto-sabotano in credenze che ci supportano. PSYCH-K® tratta proprio di questo. Per capire come identificare e cambiare le credenze, è necessario conoscere un po' di più come lavora il nostro cervello. Più l'esperienza (di solito traumatica) è carica da un punto di vista emozionale, più facilmente sarà immagazzinata per essere utilizzata come riferimento. La mente conscia é volitiva, risponde all’ambiente, fa poche cose alla volta; quella subconscia (o non consapevole) agisce come pilota automatico, regola il corpo, è spontanea, ripetitiva e abitudinaria, fa tante cose insieme. La nostra parte superconscia (collocata nella corteccia prefrontale) è come una guida interna. Inoltre i sistemi più arcaici (il sistema rettiliano e quello limbico) e la corteccia prefrontale  e frontale (dove si elaborano i segnali relativi alla percezione conscia dell’ambiente) possono lavorare in sinergia per fare cose straordinarie.

L’epigenetica è una branca di studi che si occupa dei cambiamenti che influenzano il fenotipo senza alterare il genotipo. Ciò che siamo non è già scritto e racchiuso nel nostro genoma, ma, come è stato ampiamente dimostrato, è determinato da un processo di interazione dinamica tra il genoma e il nostro ambiente. Le esperienze fatte nell’ambiente quotidiano sarebbero, infatti, in grado di modellare l’attività dei geni, attraverso le cosiddette modificazioni epigenetiche, e quindi le relazioni tra genotipo, fenotipo e ambiente sarebbero governate da simili processi molecolari.

L’epigenetica è definita dal Dizionario Treccani “lo Studio delle modifiche chimiche, a carico del DNA o delle regioni che lo circondano, che non coinvolgono cambiamenti nella sequenza dei nucleotidi. Tali modifiche regolano l’accesso dei fattori di trascrizione ai loro siti di legame sul DNA e regolano in modo diretto lo stato di attivazione funzionale dei geni. Poiché l’esperienza ambientale modula i livelli e la natura dei segnali epigenetici, essi sono considerati fondamentali nel mediare la capacità dell’ambiente di regolare il genoma. L’e. svolge un ruolo fondamentale in tutti i processi di riorganizzazione o ristrutturazione neurale, compresi quelli che presiedono alla plasticità cerebrale”.
L’epigenetica ci insegna che a fare la differenza non è solo il patrimonio genetico di una persona, ma il modo in cui “si esprime”.
Si tratta del processo attraverso cui l’informazione contenuta in un gene – costituita di DNA – viene convertita in una macromolecola funzionale, che tipicamente è una proteina.Questo può modificare significativamente ogni ambito della nostra vita. L’ambiente, se opportunamente modulato, può diventare una terapia.

Nel gatto 3 mesi nell’uomo ci sono strutture del snc che continuano a cambiare fino ai 25 anni, ed altre per tutta la vita.
I neuroni hanno tanti rami e sinapsi che si incontrano per trasferire messaggi. Il cervello, come le persone e tutti gli esseri viventi, ha bisogno di stimoli.
Studiare l’ambiente è più interessante, perché se è ricco di stimoli, di spazio, di libertà, di vita sociale, di musica, se si nutre dei sensi, ripara le carenze soprattutto se si è piccoli (esperimento bambini prematuri Mozart cambia il metabolismo e il bimbo consuma meno energia).

Ad esempio il Nobel 2014 per la Medicina ha studiato le mappe mentali dell’ippocampo, il gps dei taxisti di londra che imparano 25000 strade per dare l’esame. Abbiamo una biblioteca di saggezza dentro di noi, non solo di memoria. Inoltre è fondamentale ricordare che gli esseri umani sono animali sociali, più delle altre creature viventi.

Se sappiamo come funziona il cervello possiamo trasformare tante cose: l'apprendimento e la concentrazione, i pensieri caotici e ansiosi fino ai traumi (come ci insegna la Somatic Expericencing).
Perfino l’etimologia di pensiero significa “soppesare”, ovvero, “mettere nel posto giusto” (le cose importanti vicine, le altre lontane).

Anche “meditare” deriva da “medicare”, e ciò significa che l’inconscio sa già tutto, come nei sogni, o nell’intelligenza intuitiva, che sa connettere conscio con l’inconscio.
Se abbiamo paura il mondo risponde di riflesso; se cambiamo le frequenze, ovvero le credenze, le certezze, che ci sono state inculcate con l’imprinting, la cultura, l’educazione, ecc. allora possiamo anche modificare la nostra realtà. 
Forse abbiamo imparato cose utili a sopravvivere ma possiamo decidere cose nuove. Le credenze ci sono servite e possiamo cambiare con un linguaggio adeguato perché il subconscio ha un altro linguaggio rispetto alla mente conscia.

Sapere che un animale non è pericoloso non sempre vuol dire essere tranquilli. Sapere è una cosa, essere è diverso. Impariamo in tre modi: sbagliando, imitando e giocando, ripetiamo e facciamo esperienza. E quando l’esperienza è legata a una forte emozione produce un cambiamento durevole. Come abbiamo studiato con la pratica di EMDR l’integrazione emisferica è fondamentale.
Ho una passione per il significato delle parole..
“De-cidere” significa “tagliar via”, e quindi anche diventare genitori di se stessi e dire al nostro bambino (sistema limbico), di credere a un’altra cosa.
Attenzione però, la decisione non è solo della mente è del corpo che si ammala anch’esso e dello spirito (anche per i più scettici gli studi sulla meditazione hanno dimostrato come modifica le aree cerebrali).
Quindi possiamo capovolgere una serie di falsi miti su come siamo fatti individualmente e collettivamente. Se cambiamo paradigma il cambiamento può essere semplice.

PSYCH-K® è quindi un insieme profondo di processi che aiutano la mente subconscia a riscrivere programmi subconsci (credenze). Le convinzioni auto-limitanti creano comportamenti auto-sabotanti. Tali comportamenti influenzano la qualità della vita e spesso portano silenziosamente le persone alla disperazione, alla frustrazione e all'esasperazione. Offre alle persone strumenti efficaci per cambiare il modo in cui sentono e interagiscono con gli altri nella loro vita.

Se i processi della mente cosciente fossero tutto ciò che era necessario per cambiare la mente subconscia, già faremmo e saremmo tutto ciò che volevamo.

Il focus è diretto a cambiare le convinzioni contenute nella mente subconscia. Le nostre credenze sono i predecessori molti comportamenti, sentimenti e interpretazioni che sperimentiamo nella nostra vita. I protocolli di "Autorizzazione e Impegno" sono utilizzati nell'ambito dei processi: L'autorizzazione garantisce anche che il cambiamento di programmazione subconscio desiderato sia nell'interesse della persona in quel particolare momento. I passaggi di conferma o verifica vengono utilizzati per soddisfare la mente cosciente scettica che il cambiamento si è effettivamente verificato. L'uso del test muscolare è utilizzato per stabilire la comunicazione con il corpo, regolato sia dall'imprinting sia dal corpo e quindi dal sistema parasimpatico. 

Posture e movimenti di tutto il corpo cerebrale causano attivazioni neuronali in entrambi gli emisferi cerebrali, creando uno stato cerebrale intero in cui il cambiamento di programmazione subconscia si verifica più facilmente all'interno della mente subconscia.

Brain Mapping (qEEG) offre ora la convalida scientifica del fatto che durante il processo di equilibrio si stanno apportando cambiamenti all'interno del cervello.

Si ritiene che la persona che cerca il cambiamento abbia le risposte all'interno del proprio subconscio per la preoccupazione di presentare. 

Cosa non è PSYCH-K®: Non è sempre una risposta rapida. Molte persone cercano un sollievo rapido o immediato da qualunque cosa li disturbi senza mai capire perché siano presente. Può offrire risultati immediati in alcune circostanze. In altre circostanze potrebbe essere necessario del tempo per svelare le sfide e potrebbero essere necessarie diverse sessioni per ottenere il risultato desiderato. "Rome wasn’t build in a day", e così la nostra vita. Ognuno di noi è un individuo molto complesso e unico. È importante onorare il fatto che siamo esseri complessi. A volte gli esseri complessi hanno bisogno di supporto e tempo per scoprire ciò che è alla radice del problema. Sii paziente con te stesso e rimani curioso mentre usi i processi PSYCH-K® per capire cosa ha co-creato le tue condizioni e situazioni.

PSYCH-K® non è una "cura per tutti". Dobbiamo renderci conto che siamo in un viaggio, pieno di sfide, rischi e crescita. PSYCH-K® non è adatto a tutti. E’ più efficace per le persone che si impegnano davvero per ottenere risultati, altamente responsabili e determinate. L'uso dei processi può richiedere il confronto con convinzioni frustranti, spiacevoli o spiacevoli che abbiamo sugli altri o su noi stessi. È più adatto a persone curiose e disposte ad avvicinarsi alla propria vita con apertura e desiderio amorevole di cambiare. 

NON sostituisce diagnosi mediche, terapia farmacologica, chirurgia, radiazioni o altri interventi medici convenzionali o assistenza per la salute mentale. Esami medici adeguati e valutazioni diagnostiche da parte del medico o di altri professionisti della salute mentale sono un aspetto importante per il benessere.

Origini: Robert M. Williams, M.A. è il creatore di PSYCH-K® e il suo impegno personale è nell'aiutare le persone a scoprire la loro grandezza e a ottenere la pace che ricercano. Per ulteriori informazioni, visita il sito ufficiale di PSYCH-K®: www.psych-k.com

Un ringraziamento a Duccio Locati e Silvia Pautasso, che la parte più saggia di me ha individuato per intraprendere e continuare ogni giorno il mio percorso. Per contattarli https://www.ieyes.org/ 

 
Bibliografia:
-Appunti corsi Psych-K®
-Il Cervello Anarchico, Enzo Soresi
-La Biologia delle credenze, Bruce Lipton
-Epigenetica il DNA che impara, Ernesto di Mauro
-L'Eredità Flessibile, Sharon Moalem
-La Metamorfosi Terapeutica, Richard Bandler John Grinder 
-Manuale Pratico di Kinesiologia, Jean Claude Guyard
-Usare il Cervello per Cambiare, Richard Bandler
 

 

SOTTOTIPI

Il Carattere 1 utilizza il meccanismo di difesa della formazione reattiva e razionalizzazione. Il soggetto non si sente una persona abbastanza buona e brava, sopprime questo sentire  sforzandosi di divenire non bravo ma il migliore, in questo senso opera la formazione reattiva. Il soggetto non è consapevole di questo meccanismo specialmente a livello emotivo. Anche se la sua razionalità è molto sviluppata, è predominante l’azione con la quale compensa il suo vuoto emotivo. Votato in questa ricerca ossessiva della perfezione perde di vista tanti aspetti della realtà: il rilassarsi, il godersi la vita fino a diventare rigido, cronicamente irritato, dominatore, autoritario, esigente credendo di non sbagliare mai. La formazione reattiva si muove in modo diverso in base ai sottotipi:

Il conservativo reprime rabbia e aggressività per cui il soggetto appare agli altri una brava persona con buone intenzioni nascondendo il suo egoismo ma sentendo dentro di sé un accumulo di rabbia. . Anche l’egoismo è represso infatti agli altri appare corretto e generoso ma lui non è in contatto con la tendenza allo sfruttamento altrui. In generale reprime spontaneità dell’istinto con comportamenti adeguati alle buone intenzioni. Il sottotipo sociale  reprime sempre rabbia, appare più freddo, distante, dispensatore di una verità assoluta, a causa del meccanismo della razionalizzazione si pone su un piedistallo come dispensatore del verbo esercitando il suo potere. Nel sottotipo sessuale convive la minor repressione di sessualità e rabbia con forte moralismo, il soggetto si lascia travolgere dai suoi istinti per questo viene giudicato dagli altri come cattivo, la formazione reattiva allora blocca la percezione che il soggetto ha dei suoi sbotti di rabbia e egoismo. Nella terapia,  ad esempio alcune donne possono sentirsi al contempo  gran signore e prostitute. Questi soggetti, autoproclamandosi moralisti, diventano dominanti,

Il Carattere 2: utilizza ampiamente tre principali meccanismi di difesa: la rimozione, la confluenza, la fantasia. Nella rimozione, la persona agisce d’impulso anche se non è consapevole delle sue fantasie istintuali sottostanti; labile è il confine tra il sapere e il non sapere. Il soggetto, rimuovendo i  suoi bisogni, compensa amplificando emotivamente gli impulsi, ricercando gratificazioni  che non appagano mai sufficientemente e alimentando l’orgoglio e l’istrionismo. L’invidia è in formazione reattiva e trasformata in orgoglio per cui il bisogno d’amore diventa il  bisogno di dare amore. (Naranjo, 1996) Un altro meccanismo di difesa è la fantasia, il soggetto non vede la realtà, perché, piuttosto che rimanere nella normalità, nella routine, si immagina qualcosa di più soddisfacente. Tutto questo è un effetto dell’istrionismo che porta il soggetto a rappresentare in modo drammatico le emozioni del personaggio in cui si è identificato al fine di manipolare gli altri e di arrivare ai suoi scopi. (Naranjo, 2007) Nella confluenza il soggetto non riesce ad avere un’identità separata, risponde alle aspettative dell’ambiente, evita i conflitti e ricerca con l’altro uno stato di simbiosi. (Mazzei, 2008)

Il sottotipo conservativo è il più egocentrico, esige amore e attenzione da pochi prescelti verso i quali si comporta come un bambino viziato, è capace di sceneggiate di rabbia e di manipolazioni affettive, per amore rinuncia anche alla sua libertà personale. Vive molto di più nelle sue fantasie romantiche che nel mondo reale, non essendo consapevole del suo egocentrismo, esalta il suo valore, idealizza se stesso, convinto di non avere bisogno di fare nulla per essere amato e permettendosi di inveire sul partner se non soddisfa i suoi desideri, inoltre tende a inibire le autocritiche e il pensiero in genere. (Naranjo, 2007) E’ più schivo, meno splendente rispetto agli altri tre sottotipi, non ama stare troppo al centro della scena,  si ritiene  una perla preziosa per pochi. (Danesi, 2009). Il sottotipo sociale vuole essere amato da un vasto pubblico e per ottenere ciò deve brillare in posizioni di potere, è un arrivista sociale, canalizza la sua seduzione del divenire “qualcuno” che conta, nell’emergere anche dal punto di vista lavorativo. (Danesi, 2009) Usa il pensiero in funzione di ciò che emotivamente fa comodo pensare. (Naranjo, 2007). Il sottotipo sessuale è il più emotivo ed istrionico dei tre sottotipi, molto comune nelle donne che tendono a manipolare gli uomini con la dolcezza cercando di diventare irresistibili e indispensabili, tipico il loro confondere l’amore con le carezze perdendo di vista ciò che sentono veramente, non ammettendo di essere egoiste si autoidealizzano come generose.  A causa di un orgoglio accecante non percepiscono il loro bisogno d’amore che proiettano sull’altro: godono nel dare all’altro ciò che inconsapevolmente vorrebbero per loro. (Naranjo, 2007)

Il Carattere 3: i meccanismi di difesa usati sono: identificazionerepressionerazionalizzazionenegazione. Attraverso l’identificazione il soggetto fa suoi, valori, desideri, modelli esterni; attraverso la negazione il soggetto mette le mani avanti dichiarando che certi pensieri, sentimenti, desideri non gli appartengono per paura che qualcuno glieli attribuisca. (Naranjo, 1996) Attraverso la repressione il soggetto non è più in contatto col proprio sentire e i suoi bisogni personali, di conseguenza l’azione, l’efficienza, la razionalità prendono il predominio sulle emozioni, motivazioni  e sentimenti. La repressione separa il conscio dall’inconscio, il soggetto non è pienamente consapevole dell’esistenza di un inconscio rimosso, ma dall’esterno si avverte una mancanza di profondità, di autenticità, di veridicità: il carattere tre appare troppo controllato, troppo perfetto da sembrare quasi finto.

Il sottotipo conservativo si autorappresenta nell’immagine della “brava bambina”, super efficiente, molto competente, tendente  alla perfezione. E’ il sottotipo più controllato e più distaccato dalle emozioni, di conseguenza tende a somatizzare. Il sottotipo sociale si è costruito un immagine di successo e di affidabilità. E’ un arrivista sociale punta tutto sulla carriera anche a costo di tramare alle spalle dei concorrenti (Danesi, 2009).Il sottotipo sessuale si identifica con l’immagine del seduttore esteticamente impeccabile 

Il Carattere 4 : Naranjo (1996) rileva che il meccanismo di difesa più evidente è l’introiezione: il soggetto sembra avere introiettato la figura genitoriale autorifiutante che è la causa dell’odio che il soggetto prova per se stesso ed è  motore della ricerca di amore e approvazione dall’esterno. Quindi il solo modo che conosce  per ottenere quello che vuole dagli altri è porsi nello stato di bisogno. In Freud (1915) si è evidenziato questo meccanismo nell’elaborazione del lutto: si fa rivivere nel proprio mondo interno un persona che è venuta a mancare.  Un altro meccanismo connesso al precedente è il “rivolgimento contro sé “ o “retroflessione”, la rabbia è direzionata contro chi ha provocato la frustrazione ma anche verso se stessi  per via dell’introiezione  e  della svalutazione. (Naranjo, 1996; 2007)

Il sottotipo conservativo masochista é tenace, retroflette i suoi bisogni, è molto esigente verso se stesso a causa dell’introiezione di una figura materna sprezzante dalla quale non si è mai voluto separare, sperando di diventare  prima o poi degno d’amore. Sembra una persona che vuole bastare a se stessa, imita inconsciamente gli altri, sembra umile, ma desidera segretamente che i suoi sforzi vengano riconosciuti. (Naranjo, 2009).Il sottotipo sociale autofrustrante, è troppo bisognoso dell’altro per cui lo idealizza e lo invidia, svalutando se stesso e retroflettendo la rabbia. E’ il più emotivo dei tre sottotipi, assume il ruolo di vittima, abile nel provocare sensi di colpa agli altri, usa la maschera della sofferenza per ottenere l’amore. Nel sottotipo sessuale la facciata di arroganza, competitività, aggressività, provocazione nasconde il suo non stare bene  con se stessi, il suo vissuto da “povero me”, la sua svalutazione e  il meccanismo della retroflessione. L’odio segreto che queste persone provano per se stesse le porta a desiderare di essere chi loro invidiano alimentando sete di grandezza, competizione, arroganza;  inoltre utilizzano il meccanismo della svalutazione per negare la propria inferiorità e provocano l’ira degli altri per alimentare il loro masochismo. Sono i più impulsivi dei tre sottotipi, vivono un conflitto tra la volontà di reprimere la propria istintività e la voglia di compensare i propri desideri; rispetto agli altri sottotipi dove l’energia sessuale è bloccata qui è presente un impulso di superficie senza una libertà sessuale veramente profonda. (Naranjo, 2007; Danesi, 2009)

Il Carattere 5: Il meccanismo predominante è l’isolamento, interconnesso a uno più primitivo, la scissione dell’ Io. Il soggetto si distacca dalla vita emotiva e dagli affetti fino ad arrivare a un isolamento fisico dagli altri ed è portato a vivere ogni esperienza separata interponendo tra una e l’altra un vuoto e perdendo così di vista il contesto che dà un senso compiuto. Nell’infanzia è un po’ come se il carattere 5 avesse dimenticato un debolissimo legame con la madre e avesse così sviluppato l’isolamento e la distanza. Riguardo la scissione dell’Io convivono in lui un Io grandioso che si alterna ad un Io insignificante, queste due parti dell’Io non si conoscono e la persona è indotta a passare da una all’altra, a separare la sua visione della realtà e a percepire le cose in modo positivo e negativo contemporaneamente non diventando consapevole della contraddizione.  (Naranjo, 2007)

Il sottotipo conservativo è il più isolato e autistico, è portato ad idealizzare  la sua tana e di conseguenza idealizza anche se stesso (un esempio i racconti di Kafka). E’ attivo il meccanismo dell’isolamento: il soggetto sembra dimenticarsi del mondo per difendersi da eventuali dolori, frustrazioni e per proteggersi dall’invasione dei desideri altrui.  Fa di tutto per nascondersi, per diventare invisibile anche a se stesso.Il sottotipo sociale, oltre al meccanismo dell’isolamento e della scissione utilizza l’ idealizzazione primitiva, è la  tendenza a creare dei totem, a rendere alcune persone quasi divine, questo li porta a vedere sempre il meglio degli altri e a svalutare se stessi  e chi non è  all’altezza dei totem. Il carattere 5 oscilla  contemporaneamente nell’identificazione tra immagine grandiosa e denigrata e concepisce  il mondo come  abitato da pochi esseri speciali e da tanta gente senza valore e poco interessante.Il sottotipo sessuale è un romantico: da una parte è alla ricerca d’amore, dall’altra ne sente il vuoto, la mancanza. Come nel sottotipo sociale l’idealizzazione è la ricerca del totem, quello sessuale ricerca un ideale d’amore che affonda le sue radici nell’idealizzazione della donna. (Naranjo, 2007)

Il Carattere 6: Un meccanismo molto usato da tutti i caratteri ma tipico del 6 è la proiezione Parti di sé, pensieri, sentimenti ritenuti inaccettabili vengono attribuiti agli altri. Può accadere che il soggetto non riconosca neppure di avere un atteggiamento di autoaccusa, credendo che le accuse giungano da fuori (proiezione del Super Io), mentre nella proiezione dell’Es il soggetto attribuisce ad altri i propri impulsi. (Naranjo, 1996) La proiezione serve a questo carattere per alleviare il senso di colpa di cui soffre costantemente, l’autoaccusa nasce dal  “meccanismo di identificazione con l’aggressore” ben descritto da Anna Freud (1936). Il 6, incorporando l’autorità, (un giudice, un nemico interiore) vuole smorzare la sua condanna  ma alla fin fine tende a credere alle svalutazioni e a cedere alle richieste del suo aggressore interno. Si alimenta cosi la fantasia che la parte accusata sia molto pericolosa se lasciata in libertà e senza i dovuti controlli, in realtà, sarebbe giusto che il soggetto sperimentasse che non rischia di impazzire se si lascia andare di più.

Il sottotipo conservativo è timido, riservato, insicuro, il più pauroso dei tre sottotipi, il meccanismo di identificazione con l’aggressore lo induce a boicottarsi e a svalutarsi, inoltre proietta l’istanza accusatrice sentendosi cosi criticato, giudicato dal mondo. (Naranjo, 2007).Il sottotipo sociale  ha interiorizzato un tribunale e si appella a norme, leggi, ideali più che a un’autorità umana, può idealizzare l’aggressore interno con cui si è identificato. Non riesce a concretizzare i suoi progetti e le sue intenzioni. (Danesi, 2009).Il sottotipo sessuale proietta la sua  parte interna aggredita, per cui quando si trova sotto pressione o impaurito aggredisce e accusa gli altri. Non essendo  pienamente in contatto con la sua paura la sfida continuamente, buttandosi anche in imprese ad alto rischio. 

Il Carattere 7: usa diversi meccanismi di difesa: l’idealizzazione, la razionalizzazione, l’ipomania, la sublimazione, la regressione. La razionalizzazione serve al 7 per coprire le vere motivazioni delle loro azioni, ricorrendo ad argomentazioni, a ragioni valide  per giustificare il suo indulgere sui desideri e impulsi, così facendo soddisfa il Super Io. La razionalizzazione sta alla base dell’idealizzazione del Sé (da cui deriva il narcisismo), della madre, del mondo e delle persone significative per lui. La sublimazione invece lo induce a trasformare i suoi istinti in cose utili socialmente, non gli permette inoltre, di capire che le sue azioni sono dettate da suoi bisogni  e non  come lui crede dal suo altruismo. La sublimazione quindi spiega anche il fatto che questo carattere viva nella fantasia sostituendo progetti, immagini, al loro obbiettivo reale. Il meccanismo della regressione viene usato per evitare le frustrazioni presenti e rifugiarsi nell’infanzia fino all’utero materno, attraverso l’ipomania invece, sostituiscono la tristezza e il dolore del momento presente con il piacere e l’allegria. (Naranjo, 1996; 2007)

Il sottotipo conservativo appare come il più affettuoso dei tre, invece è il più cinico, opportunista, autoindulgente, usa la razionalizzazione per permettersi ciò che vuole  e proietta una buona immagine di sé per i suoi scopi. Idealizza la madre che rappresenta i valori più elevati  ed è un donnaiolo che ricerca nelle donne l’amore femminile, l’amore materno. Tra i tre sottotipi è quello più legato alla famiglia e con un po’ di più di senso del dovere. (Danesi, 2009)Il sottotipo sociale è sognatore, fantasioso, camuffa il suo egoismo con la calorosità, idealizza gli altri, in particolare la figura paterna.Il sottotipo sessuale idealizza se stesso, in particolare il suo bambino interiore e si autopromuove per ottenere dall’esterno conferme, gratificazioni relative ai suoi talenti e qualità. E’ il più narcisista, ama intrattenere parlando di sé, pavoneggiandosi come una persona che sa stare bene al mondo, superiore alla media,  interessante e  colta.  (Naranjo, 1996)

Il Carattere 8: Questi soggetti non sembrano usare le difese  perché appaiono più liberi di altri, si concedono la rabbia, vivono intensamente la sessualità, non inibiscono i loro impulsi, Reich (1973) nel carattere fallico – narcisista spiega questa caratteristica come una difesa dalla dipendenza e passività. Infatti si difendono reprimendo il loro bisogno d’amore, di tenerezza, così facendo si induriscono. I meccanismi di difesa  più utilizzati da questo carattere sono la negazione e la desensibilizzazione; una opera più a livello cognitivo sopprimendo i sensi di colpa dati dal suo atteggiamento sprezzante verso gli altri e reprime l’intuizione (disinteresse per la psicologia degli altri), l’altra agisce più a livello sensoriale e affettivo e ha a che fare con l’annullamento del dolore fisico, emotivo e la paura. A livello psicologico, accade che le situazioni di rischio si trasformino in eccitamento, sfida, attraverso un atto di sadismo verso se stessi, in pratica il soggetto ha rinunciato ad amarsi e a ricevere amore dagli altri. La desensibilizzazione induce questo carattere a invertire i valori tradizionali di modo che le nefandezze che compie abbiano sempre un fine di giustizia e lui risulti sempre  dalla parte dei ‘buoni’, questo meccanismo potrebbe essere descritto come  controidentificazione, (contribuisce la sua indole ribelle), in pratica è una identificazione inversa con ciò che genitori e società predicano. Rispetto al carattere quattro che introietta oggetti cattivi come corpi estranei, il carattere otto attraverso controidentificazioni mette fuori di sé ciò che non vuole .

Nel sottotipo conservativo la desensibilizzazione è più evidente, è il più duro, il meno emotivo dei tre sottotipi, è il più egoista  e il più aggressivo perché tutta la sua energia è impiegata per la sopravvivenza ad ogni costo, abile nel mercanteggiare  al fine di ottenere il massimo dei vantaggi. (Naranjo, 2007) Un’immagine che rappresenta bene questo soggetto è il cavaliere solitario, chiuso in sé, taciturno. Il sottotipo sociale è un po’ più compassionevole del conservativo, leggermente più sensibile, in particolar modo quando assiste ad un ingiustizia diventa empatico e solidale. (Naranjo,  2007) E’ più socievole, più aperto all’altro ma lui rimane l’autorità indiscussa. Il sottotipo sessuale è tra i tre il più emotivo anche se naturalmente non avverte i dolori fisici, è in grado di reggere le fatiche, i lavori duri, le malattie, le guerre. Vive in uno stato di sfida continua mettendo a serio pericolo la sua vita con sfacciataggine e ottimismo. (Naranjo, 2007) Un’immagine che lo rappresenta può essere quella di un soldato mercenario. 

Il  Carattere 9: Sono presenti i seguenti meccanismi: deflessione, confluenza, giovialità ipomaniacale. La deflessione (in questo caso si può chiamare semplicemente distrazione) è un  meccanismo dell’interruzione del contatto che il  9 adotta verso se stesso e verso gli altri, ad esempio sviando, distogliendo l’attenzione da emozioni intense, non rispondendo alle domande, parlando in astratto. Così divaga, si perde in cose non importanti o si butta nell’azione mosso da una visione della vita semplicistica e concreta. Il 9 può usare la giovialità ipomaniacale come difesa per evitare emozioni negative e per nascondere la depressione. La confluenza  fa in modo che il soggetto si identifichi con gli altri; idee, esigenze altrui diventano le sue adattandosi facilmente all’altro, proprio come avviene nel rapporto simbiotico madre-figlio. (Naranjo, 1996; 2007)

Il sottotipo conservativo si anestetizza molto più degli altri tre sottotipi, il sociale è più attivo ma il suo fine è sempre quello di mantenere la pace, il sessuale mette la sua energia nella sessualità ma rispetto all’otto sessuale è più monogamo e tranquillo, in generale i tre sottotipi hanno  una fisicità più morbida, sono simili all’otto ma più smorzati.

Igor Vitale, Vincenzo Fanelli, Almaas Alì, Beesing Maria, Nogosek Robert, O’ Leary Patrick, Chabreuil Fabien e Patricia,Cusani Maurizio,Erba Marco, Fumagalli Tiziana, Hey David, Lapid-Bogda Ginger, Messina Sergio, Tonin Enzo, Ouspensky Pëtr,Palmer Helen, Pangrazzi Arnaldo, Riso Richard, Riso Richard,Rohr Richard, Ebert Andreas, Tallon Robert, Sikora Mario, Tennenbaum Sylvia, Laugero Dominique, Cavé Françoise, Van de Wetering Willem Jan, ollmar Klausbernd, Webb Karin, Giovanni Paolo Quattrini