Una caratteristica del trauma (dal latino trafittura, ferita) è che le lascia delle tracce sul sé, e sono quelle che vanno estirpate.  Le tracce riguardano la cognizione di sè: “l’io sono non amabile, non ho il controllo, merito di morire, non ho il controllo, sono vergognoso/a, non sono amabile" ecc. 

Paradigma dell’elaborazione adattiva dell’informazione messo a punto da Francine Shapiro che parte dal presupposto che le esperienze disturbanti e traumatiche dl passato  avviano un modello permanente di emozioni, cognizioni e comportamenti che ne conseguono. L’informazione immagazzinata in modo disfunzionale può essere reintegrata attraverso un sistema di elaborazione attraverso L’EMDR (Eye Movement Desensetization Reprocessing), tecnica in differenti fasi di rielaborazione tramite i rapidi movimenti oculari.

Questa metodologia utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra, per ristabilire l’equilibrio eccitatorio/inibitorio, provocando così una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali. Si basa su un processo neurofisiologico naturale, legato all’elaborazione accelerata dell’informazione.   L’EMDR vede la patologia come informazione immagazzinata in modo non funzionale e si basa sull’ipotesi che c’è una componente fisiologica in ogni disturbo o disagio psicologico.  Quando avviene un evento ”traumatico” viene disturbato l’equilibrio eccitatorio/inibitorio  necessario per l’elaborazione dell’informazione.  Si può affermare che questo provochi il ”congelamento” dell’informazione nella sua forma ansiogena originale, nello stesso modo in cui è stato vissuto. Questa informazione ”congelata” e racchiusa nelle reti neurali non può essere elaborata e quindi continua a provocare patologie come il disturbo da stress post traumatico (PTSD) e altri disturbi  psicologici. 

I movimenti oculari saccadici e ritmici usati con l’immagine traumatica, con le convinzioni negative ad essa legate e con il disagio emotivo facilitano la rielaborazione dell’informazione fino alla risoluzione dei condizionamenti emotivi. Nella risoluzione adattiva l’esperienza è usata in modo costruttivo dalla persona ed è integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo. L’EMDR è usato fondamentalmente per accedere, neutralizzare e portare a una risoluzione adattiva i ricordi di esperienze traumatiche che stanno alla base di disturbi psicologici attuali del paziente. Queste esperienze traumatiche possono consistere in:

  • Piccoli/grandi traumi subiti nell’età  dello sviluppo
  • Eventi stressanti  nell’ambito delle esperienze comuni (lutto, malattia cronica, perdite finanziarie, conflitti coniugali, cambiamenti)
  • Eventi stressanti al di fuori dell’esperienza umana consueta quali disastri naturali (terremoti, inondazioni) o disastri provocati dall’uomo (incidenti gravi, torture, violenza)

 

EMDR:uno strumento di dialogo fra le psicoterapie, a cura di marina Balbo, Mc Graw & Hill

http://www.emdritalia.it/ita/html/emdr.html