"Dai un pesce ad un uomo e lo avrai aiutato per un giorno, insegnagli a pescare e lo avrai aiutato per tutta la vita" Lao Tzu

 

" Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato."

Questo incipit nella pagina "elaborazione del lutto" del sito di Rebecca, mi ha subito colpito e mi ha accompagnato durante tutto il periodo della terapia..Succede così: all'inizio una cieca tempesta, lo scoperchiamento del vaso di Pandora..poi pian piano per mano a questa meravigliosa terapeuta e amica ogni filo viene tirato e ripercorso..un aiuto prezioso e fondamentale per riuscire a guardare in un altro modo, da un'altra prospettiva prima celata, senza spavento, da un "luogo sicuro"....e pian piano mi vedo: io sono io così come sono con tutti i miei pregi e i miei difetti, preziosa proprio così, senza dover essere diversa, ma allo stesso tempo ecco una nuova me che prima non conoscevo..Un grazie dal profondo del mio cuore..

 Quando con una chiara logica matematica riesci a far capire, a far sentire, a farmi inquadrare il "mio dentro" , e con costanza e determinazione, percorrendo una strada da te guidata e stabilita, con anche esercizietti pratici da inserire nel mio quotidiano, aiuti a far cambiare tutto, con una rivoluzione senza morti, iniettando speranza e certezza che non si è sbagliati, ma che dipende da me come continuo a scrivere la mia storia.Quindi, grazie! 

"E' stata un'esperienza molto positiva per me, ho trovato Rebecca una persona molto preparata, competente e con la voglia di portare a termine il suo/nostro lavoro. Se devo essere sincero prima di incontrarla ero scettico a riguardo, ma mi è servito molto lavorare con lei e lo consiglierei a chiunque cercasse questo tipo di aiuto." Luca Lamberti.

Voglio però farti sapere che ti sono molto grato per quello che hai fatto per me e che mi capita a volte di pensare a te, al gruppo, alle mie colonne e di trarre da questi ricordi e momenti molte delle energie che mi servono per andare avanti e per tenere alti gli scudi; il percorso che porta a quello che considero la mia ricostruzione inizia o passa sicuramente dal tuo studio in quel lontano 2009; le costellazioni sono state un elemento di svolta e fatta eccezione per la nascita dei miei figli, era da tanto tempo, dalla fine del 1996, che non mi capitava qualcosa di positivo e di bene solo per me (da settembre '96, quando barbara mi portò per la prima volta dalla sua psicologa e che considero l'inizio della mia rovina). Per come la vedo io, sei stata l'unica che ha avuto il coraggio di sporcarsi le mani, hai fatto qualcosa di concreto e hai dato indicazioni comprensibili, "pattern o accordi di vita" come li chiamo io , come quando devi imparare a suonare uno strumento...

Grazie di cuore
E' difficile spiegare cosa sia il profumo di giustizia ma è esattamente quello che ho sentito la prima volta che ho varcato la soglia del tuo studio e ho inspirato il senso di giustizia e la sensazione di trovarmi di fronte ad una persona importante, solenne, giusta nel senso ebraico del termine, un numero primo. Inoltre ho percepito una certa sorpresa, come se tu avessi riconosciuto un volto noto o un animale raro, qualcosa che puoi trovare solo sui libri tipo una foto di un caso umano, un gollum di razza bianca caucasica con orecchie e la barba, sicuramente, era così che mi vedevo io.
Io invece sono rimasto sorpreso di trovarmi di fronte una ragazza giovane, al telefono mi eri sembrata una matta: la voce autoritaria, la richiesta del colloquio per valutarmi se prendermi o meno, quella pausa di 2 secondi almeno prima di rispondere e l'sms da inviare perconferma le 24 ore prima dell'incontro, mi avevano preoccupato e agitato. Quando poi ti sei seduta sulla tua poltrona mi sei sembrato un gatto che si siede ritto e si arrotola la coda. E' stato un colloquio straziante e sono uscito dal tuo studio con il petto squarciato; ripercorrere la mia vita è stato insopportabile, ricordo che nelle settimane successive ho avuto sintomi da infarto, il mio medico di base preoccupato mi prescrisse persino del Carvasin da prendere all'insorgere dei sintomi (ricordo ancora il mal di desta che mi procurò) e un tot di esami da fare...
Seduto sulla poltrona mentre raccontavo la mia storia e incalzavano le tue domande io non vedevo bene il tuo volto anche se è più corretto dire che non riuscivo a ricordarlo! Non riuscivo a sostenere il tuo sguardo e non ricordavo il tuo volto, avevo la percezione di un volto sfuocato con 2 raggi neri al posto degli occhi che mi entravano nel cervello e mi facevano male...le tue domande mi facevano male; una cosa curiosa: vedevo o forse immaginavo anche una sorta di sottile pila scura tipo un cilindro di grafite tra la tua gola e il tuo stomaco. Ricordo ancora di essermi sentito male quando ti raccontai di aver lasciato i bambini dai suoceri per tanto tempo, mesi... alla tua domanda "perchè mai non ero corso a riprenderli?" io mi sono sentito un ingenuo e credo di aver risposto "perchè io mi fidavo di loro",risposta che mi fece sentire ancor più ingenuo. Ricordo che stavo per alzarmi e scappare via perchè non ti sopportavo più, non ero venuto li per soffrire , mentalmente stavo ripetendo per la terza volta: "Io ora mi alzo e vado via! Non sono venuto qui per star male". Fino a quel momento avevo resistito perchè volevo che tu potessi guardare dentro di me, speravo quasi potessi leggere i miei pensieri nella mia mente, volevo potessi conoscere chi sono io, temevo non volessi prendere il mio caso. Poi finalmente hai spento il laser e il colloquio terminò. Appena mi hai congedato ho iniziato a perdere lacrime appena fuori dal tuo studio ma era come se non riuscissi a scoppiare a piangere, sentivo un grosso peso che ballonzolava nel petto e nello stesso tempo pensavo di avere il petto squarciato, come se mi avessero estratto o estirpato qualcosa: il palo di cupido, lo chiamo io, altro che freccia. Entrato in auto sono scoppiato a piangere.
Non ricordare il volto di una persona è una cosa strana, mi diede da pensare... com'è possibile? ancora oggi non ho il tuo volto nei ricordi se non nel momento in cui varco la soglia del tuo studio e al termine del colloquio
Se dovessi descrivere il nostro percorso insieme direi che è stato un percorso che mi ha cambiato la vita. Non c'è stata una seduta da cui io non sia uscita sentendomi meglio nonostante tutte le cose brutte su cui avevamo lavorato. Mi hai aperto gli occhi sulla vita, e io non trovo altre parole per descrivere il nostro percorso insieme se non una che purtroppo, per deformazione professionale e personale, è in inglese: lifechanging. (M.D.)

La cosa piu dura, ma che mi ha dato le giuste dimensioni di me, è stata di rivedere le figure di mio padre e di mia madre sotto una luce diversa...una nuova comprensione, un nuovo equilibrio interiore...una sicurezza maggiore.  Ed è stato solo l'inizio...Dopo non so come, si è tutto incastrato a dovere, e, si puo proprio dire...ho toccato i miei sogni con mano. Grazie Dott.ssa Rubbini, la realtà è meglio del sogno. RR

“Fidandomi di te ho ritrovato la mia anima.
E’ sempre stata nello stesso posto, ma io non la sentivo. Ha sempre saputo dove andare, ma io andavo altrove, dove mi hanno portato gli altri, tutti gli altri.
Tutti gli altri che volevano per me la loro vita “normale”.
La vita di tutti.
Alla fine la mia anima mi ha fatto ammalare.
Io non sono tutti.
E tu mi hai aiutata a riprendermi la mia anima,  un’anima che è diversa da tutte le altre, che non può indossare le scarpe altrui e che mi ha obbligata a girarmi dalla mia parte, dentro.
Il dolore dell’essere coscienti, dell’essere presenti a se stessi dopo un percorso così alle volte è insopportabile, ma se ho superato la malattia, se la mia anima è stata così forte da arrivare a ritrovarmi, allora vuol dire che sa dove portarmi per realizzare la mia di vita.
Ancora non so come, ma ora non ho bisogno che nessuno mi dica che cosa è meglio per me, perché io ,finalmente, lo sento.   E.M.

L’ansia precede sempre la terapia, perché stai per affrontare qualcosa di inquietante, ogni volta. Per fortuna 3 piani di scale possono confonderla con lo sforzo. Un sorriso allegro ti accoglie, un: ”allora, come va?” inizia la seduta. Da quel momento inizia il viaggio in quella città che attraversi tutti i giorni frettolosamente, senza conoscerla davvero. Fatto in compagnia di Rebecca è diverso: lo fai guardando le cose, scopri delle piccole vie laterali davanti a cui passi quotidianamente ma che non imbocchi mai. E ti accorgi che c’è un mondo fatto di viuzze, di angoli nascosti, di particolari che non hai mai notato. Persino la prospettiva è diversa, cambiare il punto d’osservazione a volte ti fa vedere le stesse cose in modo completamente differente. Lei ti ferma, sorride e ti fa alzare lo sguardo, perché era tanto tempo che vedevi senza guardare, sentivi senza ascoltare.


Cara Rebecca, grazie alla tua sensibilità ed ai tuoi incredibili metodi innovativi, il mio ricordo và con grande piacere ed affetto al percorso di psicoanalisi vissuto con tè.Che dire di più ad una grande professionista che, oltre ad  alleviare le sofferenze, diventa anche un’ amica confidente?
Posso soltanto terminare dicendo grazie Rebecca per tutto quanto ed anche alla tua incontenibile pazienza!
Un abbraccio Roberta  

Ho imparato ad amarmi molto e ad amare molto. BDS
Essere stata in "terapia" da te, mi ha arricchito come persona. Adesso posso dire di aver ritrovato la mia identita'. La "nostra" e' stata una alleanza terapeutica che terro' sempre custode del percorso fatto.
Tu non saresti nulla senza di noi ma noi non saremo nulla senza di te. Grazie Psico. Barbara Barbieri

Penso che mi ricorderò a lungo quando Rebecca mi ha aiutato a capire che mi sentivo come un lupo abbandonato dal branco. È un pensiero che mi ha aiutato tantissimo in alcune situazioni difficili che mi si sono presentate in seguito. Grazie.