Enneagramma

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“L'insieme di automatismi, più potente, più coeso dell'essere umano è appunto quello che si chiama il carattere, che è vissuto soggettivamente come il fare “quello che viene spontaneo di fare”: per un verso è il nostro cavallo di battaglia e per altro verso è il nostro destino, la nostra prigione.
Questo per dire che il carattere non è né qualcosa da cancellare né qualcosa di cui andare fieri. Gli automatismi a volte sono utili e a volte no: si tratta di conoscerli e all'occorrenza sottoscriverli oppure decidere che è il momento di staccare il pilota automatico. Il problema è che, se non ci si accorge che c’è, il pilota automatico non si può staccare.”
G.Paolo Quattrini
 

 Un po’ di teoria sul enneagramma
L’Enneagramma è un’antichissima griglia diagnostica che Claudio Naranjo descrive in “Carattere e Nevrosi” e correla con la psicodiagnostica moderna. Le alterazioni dell’equilibrio organismico possono essere viste come esagerazioni di funzioni normali; il carattere, definito come una cristallizzazione difensiva risulterebbe da questa inflazione e cronicizzazione della funzione psichica.
“Nella storia umana è manifesta la tendenza a scivolare verso sistemi autoritari e il carattere descritto (o nevrosi), non è altro che un Golpe di quella funzione che rimane troppo a lungo in primo piano fino a divenire inamovibile”.
Come Karen Horney descrive caratteri centrati sull’indipendenza, sul potere e sull’amore; come Kohut descrive tre possibili transfert ‘speculare’, ‘gemellare’ e ‘idealizzante’, le tre tipologie dell’Enneagramma si distinguono in caratteri centrati sul pensiero, sull’azione e sul sentimento.
Eliminando l’antinomia sano-malato pur non escludendo la rilevanza degli istinti non consiste nel farne della loro dinamica causa di malessere ma legare il malessere al perdurare di una strategia adattiva che interferisce con la saggezza dell’organismo e questo permette di uscire dal determinismo e aprire lo spazio alla creatività. Il perdurare della precoce strategia adattiva si può comprendere alla luce del contesto doloroso in cui quella strategia ha avuto origine e del tipo di apprendimento che la alimenta, apprendimento sotto coercizione che porta ad una rigidità del comportamento adottato all’inizio come reazione d’emergenza. La fissità delle risposte e la perdita della capacità di reagire in maniera creativa al presente sono tipiche del comportamento nevrotico. La parola “carattere”, deriva dal greco “scolpire”, ha un aspetto motivazionale di carenza (ira, orgoglio, vanità ecc.), interferisce con l’equilibrio organismico ed è alimentato dall’influenza di una tendenza cognitiva deformante (fissazione). Anche rimanendo entro limiti per così dire “normali” queste configurazioni emozionali sono responsabili di disfunzioni più o meno gravi e sono proponibili come vere e proprie limitazioni patologiche. Un’emozione non è mai patologica ma può esserlo il modo di gestirla.
La fissità delle risposte e la perdita della capacità di reagire  in maniera creativa al presente sono tipiche del funzionamento psicopatologico.
Nella teoria dell’enneagramma il numero di tratti è limitato e corrisponde al numero delle sindromi di personalità fondamentali. Tutti i tratti ci appartengono,  ma uno in particolare funge da fondamenta, un po’ come un corpo geometrico che ha molte facce ma poggia su una in particolare.  Tutti abbiamo le 9 funzioni dell’Io, il carattere è l’ipertrofia di una di queste. La nevrosi è costituita da un guasto emotivo (passione) alimentato da un disturbo cognitivo nascosto (fissazione). Per questo una persona non è un carattere, ma ha un carattere, anzi, meglio, fa un carattere.

Ci sono 3 istinti o mete fondamentali:

  • la sopravvivenza (conservazione)
  • il piacere (sessualità)
  • il desiderio di rapporto (sociale)

quindi per ogni carattere esistono 3 varianti a seconda che predomini l’uno o l’altro istinto.  
Le nove tipologie sono un insieme organizzato di strutture caratteriali che hanno fra loro rapporti specifici, contrasti, polarità e relazioni di vicinanza. Tali relazioni sono rappresentate da un’antica struttura geometrica detta “enneagramma” e le personalità  dell’enneagramma si chiamano “enneatipi. A differenza dei modelli di rappresentazione circomplessi che mettono in evidenza i rapporti di contiguità, l’enneagramma mette in evidenza le tripolarità.

Il DSM IV riconosce fondamentalmente 3 gruppi di sindromi di carattere:

  • gruppo epilettoide (azione enneatipi 1-8-9)
  • gruppo schizoide (pensiero enneatipi 5-6-7)
  • gruppo isteroide (sentimento enneatipi 2-3-4)

BREVE DESCRIZIONE DEI 9 CARATTERI E DEI CORRISPONDENTI STILI NEVROTICI

Tipo 1 definito il perfezionista Nel DSM III corrisponde alla personalità ossessiva. E’ risentito e contemporaneamente ben disposto, corretto e formale, poco spontaneo, laborioso, più incline al dovere che al piacere. E’ esigente e critico sia nei confronti di sé che degli altri.

TIPO 2, personalità istrionica, è caratterizzato da una paradossale generosità egocentrica. In genere edonista, allegro e ribelle a ogni tipo di rigidità o a tutto ciò che limita la sua libertà.

TIPO 3, non si trova nel DSM ,a può essere definito come personalità isterica, ben diversa da quella istrionica perché non ha reazioni emotive incoerenti o imprevedibili, manifesta molto più controllo e  lealtà, e ha capacità di coinvolgimenti emotivi prolungati. Eterodiretto, cerca di ottenere l’approvazione degli altri conquistando il successo e mostrandosi efficienti e simpatici in società, controllano e sono controllati e costituiscono uno dei caratteri più felici dell’enneagramma.

Tipo 4 CARATTERE Masochista. Definibile la vittima designata nella vita e nei rapporti con gli altri. Immagine di sé scadente, tendenza a soffrire più del necessario, molto dipendente dall’amore degli altri, da un senso cronico di rifiuto e dalla tendenza alla scontentezza.

TIPO 5. ISOLAMENTO derivato dalla tendenza a trattenersi troppo, cosa che rafforza tale tendenza. Personalità schizoide secondo DSM III. Hanno poche amicizie ma non soffrono di solitudine, minimizzano i propri bisogni, sono timidi e hanno grande difficoltà a esprimere la rabbia.

TIPO 6: manifestatamene debole e pauroso oppure, nella variante controfobica, guerriero la cui bellicosità nasce dalla paura dell’autorità ed è alimentata dall’evitamento dell’esperienza della paura. DSM carattere evitante e anche carattere paranoide quando il carattere assume forma sospettosa con caratteristiche più ossessive.

TIPO 7: DSM narcisista. Carattere ricettivo-orale di Abraham. E’ orientato al piacere, ostenta indifferenza, si sente autorizzato a fare tutto ciò che fa, è consapevole della strategia con cui affronta la vita. La sua testa potrebbe essere descritta come un groviglio di fili nel senso che è tutto assorto a fare piani e progetti, vive di fantasie e tende a dimenticare il mondo reale. 

TIPO 8: DSM personalità antisociale e sadica. Orientato verso il potere, il predominio e la violenza.

TIPO 9. nel DSM definito tipo dipendente ma non è esaustivo perché non fa riferimento all’iperadattamento rassegnato, privo di iniziativa e conformista,  né alla pigrizia psicologica di chi non vuol guardare in se stesso, tipici del 9. Simula la salute mentale, ma la sua storia in genere è di una persona cresciuta troppo in fretta, maturato per una sorta di pressione e che non ha avuto infanzia.

Tra i caratteri esistono sia rapporti di contiguità che di contrapposizione:

  • l’1 è rigido,
  • il 2 insofferente alla rigidezza ed è impulsivo,
  • il 3 è controllato e felice,
  • il 4 è triste, inoltre è emotivo e attaccato,
  • il 5 è razionale e distaccato ecc
  • il 6 è pauroso, conformista ma anche vendicativo
  • il 7 è impulsivo anticonformista e vendicativo
  • l’ 8 è impulsivo e ribelle ma anche pigro
  • il 9 è pigro

 Funzioni del’Io   

  1.  normativa Capacità cioè di mettere tutte le cose a posto, di fare ordine, di regolamentare, di legiferare: senza la funzione normativa non si potrebbe realizzare niente di complesso.
  2. autostima  Per realizzare qualcosa c'è bisogno di autostima, di sentirsi importante nel farlo, sennò la persona neanche ci si mette. 
  3. autorappresentazione L’importanza della funzione di autorappresentazione si potrebbe illustrare con una affermazione indiscutibile: la pubblicità è l’anima del commercio. Se non sanno che ci sei difficilmente potrai scambiare qualcosa con qualcuno. 
  4. autoalleanza Permette di stare dalla propria parte (anche paradossalmente a costo di sembrare a volte il contrario). Se una persona si prende una pedata non se lo può semplicemente dimenticare: "non è giusto, non è giusto", grida la funzione di autoalleanza. 
  5. separazione Quella funzione che permette di mettere le bucce nel secchio della spazzatura e il cibo nelle pentole: senza questa si metterebbe anche le bucce nella pentola. Questa funzione è variamente sviluppata secondo le persone e le culture. Esagerata porta all'isolamento, ma è comunque una funzione che usiamo continuamente nella vita quotidiana, anche nel parlare stesso.
  6. autodifesa Sotto l’obbedienza alla paura, cioè la vigliaccheria, passione del sei, carattere dominato dalla logica e dalla consequenzialità, si vede facilmente la funzione difensiva inflazionata e imposta come indiscutibile istanza primaria. Non c'è bisogno di spiegare come questa funzione sia fondamentale alla sopravvivenza: è compito universalmente riconosciuto delle madri raccomandare ai figli la prudenza. 
  7. evitamento  Meno immediato è intuire una funzione di evitamento inflazionata come nucleo motore della gola, passione del sette, carattere votato al piacere, ma in realtà soprattutto a scansare il dolore. Funzione essenziale, simile a quella di separazione, ma nel movimento: l'evitamento è dinamico. Camminando si evita le sedie, parlando si evita di dire sciocchezze o di offendere. E' essenziale per la possibilità di muoversi nel mondo. 
  8. possesso Come la funzione del possesso inflazionata generi la lussuria, passione dell’otto, carattere autoaffermativo per eccellenza, è abbastanza evidente: l’appetito vien mangiando si dice. A forza di dire “mio” si finisce per non saper dire altro. D’altra parte anche questa è una funzione essenziale: se non sai dire "questo è mio" quando ce n'è bisogno, finisce che ti portano via tutto. 
  9. omeostatico L’accidia, passione del nove, è evidentemente una esagerazione dell’omeostasi. La funzione omeostatica è la tendenza a tenere in equilibrio tutto quanto: come si andrebbe a finire se non ci fosse una funzione psichica che fa in modo che tutto stia insieme nel nostro mondo interno?!

Per ogni passione o fissazione portata ad un'esagerazione, esiste una virtù correttiva specifica.  Virtù intesa come direzione verso un progetto di trascendenza

  1. l'ira diviene serenità
  2. l'orgoglio diviene umiltà
  3. la vanità diviene veridicità
  4. l'invidia diviene equanimità
  5. l'avarizia diviene distacco
  6. la paura diviene coraggio
  7. la gola diviene sobrietà
  8. la lussuria diviene innocenza
  9. l'accidia diviene spontaneità

DSMIV ED ENNEAGRAMMA: Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, noto anche come DSM è uno dei sistemi nosografici per i disturbi mentali più utilizzato da medici e psicologi di tutto il mondo, sia nella clinica che nella ricerca. All'interno di questo manuale si possono trovare dei riferimenti compatibili con i 9 caratteri dell'eneagramma.

  • L'enneatipo 1: viene descritto come la personalità ossessivo-compulsivo.
  • L'enneatipo 2: è descritto nella personalità istrionica. Lo possiamo osservare nel DSM-IV-TR come la personalità dal tratto “drammatico-imprevedibile”. In sede teorica, il disturbo istrionico è stato considerato affine all'isteria. Esiste anche un certo legame tra questo e il disturbo narcisistico di personalità, di cui viene considerato un sottotipo, da alcuni autori.
  • L'enneatipo 3: non trova riferimento nel DSM, ma può esser definito come la personalità isterica. Questa definizione di personalità è stata eliminata dal DSM-IV-TR per farla rientrare in due sottogruppi non collegati tra loro: il disturbo di conversione e la categoria dei disturbi dissociativi.
  • L'enneatipo 4: nel DSM III veniva definito personalità masochista, ora dal DSM-IV-TR è stato eliminato, ma può esser incluso nei disturbi di personalità NAS (non altrimenti specificati), nel gruppo dei disturbi passivo-aggressivi di personalità  e soprattutto borderline.
  • L'enneatipo 5: riferito nel DSM-IV-TR come il disturbo schizoide di personalità.
  • L'enneatipo 6: la descrizione di questo tipo di carattere trova similitudini nel disturbo di personalità paranoide e nel disturbo evitante.
  • L'enneatipo 7: rientra nella descrizione del disturbo narcisistico di personalità.
  • L'enneatipo 8: questo tipo di carattere corrisponde al disturbo di personalità antisociale e nel riferimento NAS (non altrimenti specificati) nel disturbo sadico di personalità.
  • L'enneatipo 9:rientra nel disturbo dipendente di personalità, dove però non trova spiegazione esaustiva nei suoi tratti principali.